Sul passaporto, dicevamo, sono tante le domande che ci capita di porci. Vediamo allora di dare le giuste risposte. Ad esempio: qual è il passaporto più potente  e perché? Quali passaporti precludono l’ingresso in alcuni paesi? Perché hanno la copertina di colori diversi? Perché Re Carlo III è l’unica persona al mondo a poter viaggiare senza il passaporto?

1. Passaporto: il primo riferimento era già nella bibbia…

    Il primo riferimento a un documento simile al passaporto si trova proprio nel libro biblico di Neemia, nell’Antico Testamento. Neemia, che era coppiere alla corte del re Artaserse I di Persia, chiese il permesso di tornare a Gerusalemme per ricostruire le mura della città. Il re gli concesse una lettera indirizzata ai “governatori al di là del fiume” (il fiume Eufrate), in cui si richiedeva di garantirgli un passaggio sicuro e supporto durante il viaggio attraverso i vari territori. Questo episodio, riportato in Neemia 2:7, viene spesso citato come uno dei primi esempi storici di un documento ufficiale che autorizza il transito sicuro di un viaggiatore, un concetto simile a quello del passaporto moderno.

    2. Il primo passaporto venne rilasciato in Inghilterra

      Il passaporto come documento di identificazione per i viaggi all’estero venne introdotto durante il regno di Enrico V d’Inghilterra, all’inizio del XV secolo. Il re emise questi documenti per aiutare i suoi sudditi a dimostrare la loro identità quando viaggiavano al di fuori del paese. Ancora oggi, nel Regno Unito, i passaporti vengono emessi “in nome di Sua Maestà”, ovvero in nome del sovrano regnante. Questa tradizione è rimasta invariata nel tempo e riflette il legame storico tra la monarchia e l’emissione di passaporti.

      3. Il passaporto più potente è quello di Singapore. E quello italiano?

        Ogni anno The Henley Passport Index definisce il potere di ogni passaporto in base al numero di Paesi visitabili con tale documento senza visto. Questo valore – o “desiderabilità” – è calcolato sulla base delle relazioni diplomatiche di ogni Paese, dei rischi per la sicurezza, dei conflitti in atto, della situazione politica interna, della violazione delle regole sull’immigrazione. Attualmente il primo in classifica è quello di Singapore.  Il passaporto italiano è comunque tra i più potenti al mondo, solitamente classificato tra le prime posizioni nelle valutazioni del Passport Index. Attualmente, ci permette di viaggiare senza visto o con visto all’arrivo in circa 190 paesi, rendendolo uno dei documenti di viaggio più desiderabili e potenti. Questo è dovuto alle solide relazioni diplomatiche dell’Italia, alla sua stabilità politica e alla partecipazione a organizzazioni internazionali come l’Unione Europea. Sebbene Singapore occupi il primo posto, l’Italia è spesso tra i primi cinque a livello globale.

        4. Quali sono invece i passaporto meno potenti attualmente?

          Attualmente, i passaporti meno potenti al mondo, in base al numero di Paesi che permettono l’ingresso senza visto o con visto all’arrivo, includono i seguenti:

          1. Afghanistan: È spesso considerato il passaporto meno potente, con accesso senza visto o con visto all’arrivo in pochissimi Paesi, generalmente meno di 30.
          2. Iraq: Simile all’Afghanistan, offre accesso a meno di 30 Paesi senza visto o con visto all’arrivo.
          3. Siria: Anche questo passaporto è molto limitato, con un numero basso di destinazioni accessibili.
          4. Pakistan: I cittadini pakistani hanno accesso senza visto o con visto all’arrivo in meno di 35 Paesi.
          5. Yemen: Ha un accesso molto ristretto, con meno di 35 Paesi disponibili senza bisogno di visto preliminare.

          5. E il passaporto israeliano? In quali Paesi non è accettato?

          Il passaporto israeliano è generalmente accettato in molte parti del mondo e permette l’ingresso senza visto o con visto all’arrivo in numerosi Paesi. Tuttavia, ci sono alcuni Stati che non accettano cittadini con passaporto israeliano o con timbri israeliani nel passaporto, principalmente a causa di tensioni politiche e conflitti con Israele. Questi Paesi includono:

          1. Iran
          2. Libano
          3. Siria
          4. Yemen
          5. Libia
          6. Iraq (eccetto la regione autonoma del Kurdistan)
          7. Kuwait
          8. Arabia Saudita
          9. Pakistan (l’ingresso non è ufficialmente vietato, ma può essere molto difficile)

          In alcuni casi, i cittadini israeliani possono avere difficoltà a ottenere il visto o l’ingresso anche in altri Paesi che supportano il boicottaggio contro Israele, ma questi variano a seconda della situazione politica. Inoltre, alcuni Paesi arabi potrebbero rifiutare l’ingresso a persone con timbri israeliani nei loro passaporti, anche se non sono cittadini israeliani.

          6. Re Carlo III non ha alcun bisogno del passaporto.

          Come sovrano del Regno Unito, Re Carlo non ha bisogno di un passaporto per viaggiare. Il passaporto britannico viene emesso “in nome di Sua Maestà”, quindi il re o la regina, essendo la figura in nome della quale vengono emessi i documenti, non ha necessità di possederne uno. Questo era il caso anche della Regina Elisabetta. Tuttavia, gli altri membri della famiglia reale devono avere un passaporto per viaggiare.

          7. Perché i passaporti hanno colori diversi a seconda della nazionalità?

          I colori dei passaporti spesso riflettono fattori storici, culturali e geopolitici. I passaporti dei Paesi dell’Unione Europea tendono ad essere di colore burgundy (una tonalità simile al bordeaux), e alcuni sostengono che il rosso possa essere collegato, in parte, all’eredità storica di movimenti socialisti e comunisti in Europa, anche se non è l’unica spiegazione. Il colore è stato scelto soprattutto per uniformità e simbolismo di unità all’interno dell’UE.

          Per quanto riguarda il blu, molti Paesi del Nuovo Mondo, come gli Stati Uniti e quelli membri della Comunità Caraibica (Caricom), adottano questo colore. Il blu è visto come simbolo di nuovo inizio e libertà. Inoltre, molti Paesi dell’America Latina hanno passaporti blu in riferimento alla loro appartenenza a blocchi regionali come il Mercosur.

          Anche il verde è molto comune, soprattutto nei Paesi a maggioranza musulmana, poiché il verde è considerato un colore sacro nell’Islam. I passaporti neri, invece, sono meno diffusi, ma spesso utilizzati da Paesi come la Nuova Zelanda o da alcune nazioni africane, dove il nero può rappresentare il legame con la cultura o la storia locale.

          8. Alcuni Paesi hanno passaporti dai colori particolari

          Alcuni Stati hanno scelto colori particolari per i loro passaporti proprio per riflettere la loro unicità. La Svizzera, ad esempio, ha un passaporto di un rosso acceso, che richiama il colore della sua bandiera nazionale, evidenziando il forte senso di identità nazionale e neutralità. Allo stesso modo, il passaporto di Singapore ha una copertina di colore rosso/arancione, che si distingue per la sua tonalità particolare e che può essere visto come un simbolo della prosperità e della posizione distintiva di Singapore come città-stato influente in Asia. Questi Paesi, pur adottando una variazione del colore rosso, scelgono tonalità specifiche per differenziarsi e sottolineare la propria identità nazionale.

          9. La particolarità del passaporto norvegese

          Il passaporto norvegese può essere di tre colori: bianco, turchese o rosso, e presenta un design innovativo. Una delle caratteristiche più interessanti è che, quando esposto ai raggi ultravioletti, appare l’aurora boreale in modo iridescente tra le pagine. Questo effetto non solo rende il passaporto esteticamente unico, ma rappresenta anche un omaggio alla bellezza naturale delle regioni nordiche. Inoltre, il design del passaporto norvegese è stato premiato per la sua creatività e modernità.

          10. Il passaporto finlandese e le sue renne

          Il passaporto finlandese è davvero originale. Dal 2012, ogni pagina presenta disegni di renne in posizioni leggermente diverse. Se si sfoglia rapidamente il passaporto, le renne sembrano muoversi, creando un effetto simile a un cartone animato. Questo design innovativo non solo aggiunge un elemento ludico al passaporto, ma celebra anche la fauna e la cultura finlandese. È un esempio di come i documenti di viaggio possano combinare funzionalità e creatività.

          11. Niente passaporto per entrare in Vaticano

          Il Vaticano è uno Stato indipendente e sovrano, ma non ha controlli doganali né timbri per l’ingresso nei passaporti. Quando si entra in Vaticano, che è il più piccolo Stato del mondo, non si affrontano i normali controlli di frontiera. Questo è possibile grazie alla sua posizione all’interno di Roma e agli accordi con l’Italia. Di conseguenza, i visitatori possono entrare liberamente senza dover documentare formalmente l’ingresso nel Paese.

          12. La fotografia sul passaporto un tempo non era richiesta

          In passato, i passaporti britannici non contenevano né fotografia né descrizione fisica del titolare. Tuttavia, nel 1914, dopo che Hans Lody, una spia tedesca, riuscì a entrare in Gran Bretagna con un falso passaporto americano, il governo britannico decise di introdurre questi elementi di identificazione per aumentare la sicurezza e prevenire abusi. L’aggiunta della fotografia e della descrizione fisica aiutò a rendere più difficile l’uso di passaporti falsi e migliorò l’identificazione dei viaggiatori.

          13. Il passaporto per gli animali

          Quando si viaggia con un animale domestico, come un cane o un gatto, all’interno dell’Unione Europea è richiesto un passaporto specifico per l’animale. Questo documento, noto come “Passaporto per animali domestici”, è necessario anche per gli spostamenti tra Paesi membri dell’UE. Il passaporto serve a dimostrare che l’animale è in regola con le vaccinazioni obbligatorie, in particolare quella contro la rabbia, e contiene informazioni sul microchip, sui trattamenti antiparassitari e altri dati sanitari. L’obiettivo è prevenire la diffusione di malattie infettive da un Paese all’altro.

          14. Il passaporto diplomatico

          Il rilascio di un passaporto diplomatico a presidenti, membri della loro famiglia e alcuni alti funzionari di governo, con i relativi benefit, è una pratica consolidata in molti Paesi. Questi passaporti offrono vantaggi come l’esenzione dai visti, trattamenti VIP e corsie preferenziali negli aeroporti, il che riflette il ruolo di rappresentanza che queste persone ricoprono a livello internazionale.

          Nel caso di Stati Uniti e altri Paesi, il fatto che ai presidenti venga concesso un passaporto diplomatico a vita, anche dopo la fine del mandato, può essere giustificato dal continuo status simbolico e dalle necessità di sicurezza e rappresentanza diplomatica che essi mantengono. Nonostante non abbiano più un incarico ufficiale, continuano ad essere figure di alto profilo, e il passaporto diplomatico consente loro di viaggiare con maggiore facilità e sicurezza.

          Tuttavia, alcuni potrebbero vedere questa pratica come un privilegio eccessivo, soprattutto se non si considera più necessaria una funzione diplomatica attiva. La questione se sia “giusto” dipende quindi da come si vede il ruolo degli ex presidenti e alti funzionari nella scena internazionale anche dopo la fine della loro carica.